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PIerluigi Ghianda: Fare è Pensare (con Passione)
lunedì, 15 aprile 2013 | 12:27
di Martina Cislaghi

EVENTO: Pierluigi Ghianda Fare è Pensare
VOTO: stellina stellina stellina stellina stellina

Ghianda. Un destino che forse era già inscritto in questo cognome. Il legame che unisce la famiglia Ghianda al legno dura da oltre 150 anni. Siamo forse abituati a guardare al legno come ad un materiale più “povero”, ma Pierluigi Ghianda ci ricorda come “qualsiasi materiale, se è ben lavorato, diventa prezioso”. E ciò che, più di ogni altra cosa, rende preziose le creazioni della Bottega Ghianda, è l’amore, la passione ed il rispetto con cui Pierluigi, ed i suoi collaboratori, trattano il legno. “Prima di tagliare un legno, capire perché. Non è semplice, ma è affascinante”. Il rispetto, la devozione profonda con cui questo materiale viene trattato, ricercato, studiato e lavorato, vengono prima di qualunque progetto, ordinazione o richiesta. Fondamentale è innamorarsi del legno: ancor prima di pensarlo come una sedia, una libreria, un mobile, è indispensabile ascoltarlo, toccarlo, percepirlo, annusarlo, osservarlo, accarezzarlo, rispettarlo e ricercare il giusto legno, anche in tutto il mondo quando necessario. Prima ancora di essere considerato un artigiano, uno dei più grandi maestri ebanisti viventi, ritengo che Pierluigi Ghianda debba essere considerato uno dei più grandi e fedeli amanti di questa incredibile risorsa naturale che è il legno, e che porta in sé la vita e la linfa più autentica della natura stessa. “Ghianda secondo me è importante perché è un poeta. La sua poesia è semplice, basica però molto saggia e tutto quello che fa lo fa con una saggia poesia”, dice di lui Piero Castiglioni. E la semplicità e l’umiltà di quest’uomo traspaiono dai suoi occhi, dal suo sorriso e dalla sua persona quando lo si incontra. Mi ha colpito molto vederlo sorridere, e guardare con lo sguardo affascinato di un bambino il documentario a lui dedicato, realizzato da Studio Labo e proiettato sabato 13 aprile alla Triennale: sembrava quasi più interessato ad osservare le immagini della lavorazione del suo legno, della sua bottega, di suo fratello e della madre, che agli infiniti elogi ricevuti da importanti nomi del mondo del design quali Gae Aulenti, Aldo Cibic, Piero Castiglioni, Piero Fornasetti, Cini Boeri, Philippe Daverio, per citarne solo alcuni. Sintomo nuovamente della sua purezza e genuinità, i ringraziamenti, silenziosi e commossi, a fine proiezione: sorridente, con gli occhi socchiusi e le mani giunte, ha ringraziato così gli organizzatori di questo evento all’interno del Fuorisalone 2013, mentre intorno a lui si diffondeva un incessante scroscio di applausi. Toccare con mano un’opera della Bottega Ghianda, equivale a toccare materia viva: si riesce a percepire la vitalità pulsante del legno, che permane nonostante la trasformazione del materiale, grazie al profondo rispetto, alla rara perfezione con cui è stato lavorato, levigato, polito da una mano innamorata, rispettosa, esperta e paziente come quella di Pierluigi. In un mondo di produzione industriale in cui, spesso e volentieri, contano più i numeri della qualità, in cui i materiali sono trattati come strumenti, e non da reali protagonisti quali dovrebbero essere, il lavoro di Pierluigi è un esempio da seguire e da non dimenticare mai: fare è pensare, e a volte è necessario sedersi a riflettere, non sono su un’idea o su un progetto, ma sulla grande fortuna di avere a nostra disposizione le formidabili risorse che madre natura ci offre, per tramutare i nostri sogni e i nostri pensieri in concrete e straordinarie realtà.

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